Ricordi eccellenti (ultima parte)

Una delle cose che più mi ha colpito dei giocatori di altissimo livello, è la loro capacità di individuare le distribuzioni e le carte chiave nella mano avversaria (o del compagno difensore) con una rapidità e una facilità incredibile.

 

Ricordo ancora che il grande Cima, alla mano 10 della sesta sessione, intavolò una picche mettendomi in presa con l’asso e mostrandomi prima ancora di giocare la sua forchetta di quadri di J8 contro i miei poveri T6 rimasti ormai soli.

 

In fondo però eravamo arrivati alla terz’ultima carta e la cosa, ai più, può sembrare giustamente normale. Ma questo è niente in confronto alla lettura della mano del mio prode compagno fatta al board n. 30 dall’avversario seduto in Ovest che gioca un tranquillo 2 cuori.

 

L’attacco è, come in molti altri tavoli, dieci di picche, lisciato sia dal morto che dal mio prode compagno e preso in mano dalla Q del giocante. Ecco le carte del giocante  (Ovest) e del morto:

Senza un minimo di esitazione si è tirato asso di cuori e J di cuori a girare.

 

Sul K di cuori cade la mia Donna (incredibilmente individuata senza nemmeno vedere un punto o una carta negli altri colori).

 

Intavola quindi il K di picche preso dal mio compagno che torna poi J di fiori per l’asso del morto.

 

Il giocante a questo punto gioca 8 di picche a girare e ci lascia giusto 2 quadri in fondo per un totale di 2 cuori +2. -1 mp per noi.

 

Quello che potrebbe stupire (ma per capirlo meglio, dovevate essere al tavolo) è la sicurezza con la quale ha mosso tutti i colori, come sapesse in anticipo dove si trovasse ogni carta.

 

In realtà lo sapeva davvero… e non per qualche dote divinatoria o qualche anticipazione illecita sulla mano. Il motivo è tanto incredibile quanto semplice. Dopo aver finito di giocare il board n. 29 (quello prima), prendo quello nuovo, lo metto nel carrello e viene abbassato il sipario.

 

Tutti i giocatori prendono le carte di loro competenza e dopo 3 secondi, con il sorriso simpatico che più lo caratterizza, il mio prode compagno rialza il sipario e fa al tavolo la battuta che non ti aspetti “Via… la vogliamo giocare di nuovo? Ora magari la giochiamo meglio”.

 

Gli avversari lo guardano basiti. Io so per certo che non è il board precedente (avevo AK ottavi di quadri… almeno quelli me li sarei ricordati) però magari per sbaglio potrei aver messo il primo board del turno di nuovo sul carrello.

 

Controllo. C’è scritto 30. Niente. Continuo a non capire. A quel punto il mio prode compagno riprende le carte, si scusa per l’equivoco e fa cenno che si può procedere normalmente… più o meno. Ormai il danno era fatto (per fortuna ci è costato poco).

 

Qui sotto le carte del mio prode compagno ai board 29 e 30.

L’unica cosa che ha senso chiedere in situazioni come questa… in quanti tavoli sarà successa la stessa cosa?