Ricordi eccellenti (terza parte)

Eravamo nel pieno della seconda sessione, ancora storditi dai vari slam che avevamo subito impotenti, quando tiro fuori le seguenti carte, in zona contro prima:

♠Q

♥A5

♦7653

♣AQ9832

 

Apro timidamente 1Fiori, su cui Nord interviene spavaldo 1picche, il mio prode compagno dice 2 cuori (non forzante), su cui Sud sentenzia dopo una breve esitazione 2SA, io passo, nord surlicita 3 cuori, il mio compagno passa e Sud chiude serenamente a 3SA.

La carta più importante del board è quella che devo scegliere in questo momento.

 

Sud ha detto 2SA prima e 3SA poi… l’attacco cuori mi sembra regali un impasse e qualche tempo all’avversario blindato in questo colore.

 

Una sana alternativa sarebbe quella di trovare una ripresa laterale al mio prode compagno per farmi girare fiori.

 

Oppure, sperare che non sia singolo (situazione in cui le mie fiori servirebbero comunque a poco) e attaccare fiori per poi, una volta che torna in presa in un colore laterale, sfruttare la mia forchetta a fiori per incassarmele tutte. 

 

Questa secondo me è proprio l’idea vincente.

D’altronde pensare che in eccellenza diano per due volte il fermo nel palo del mio povero compagno con un K  o una Q scartinata sarebbe follia.

 

Bisogna andare oltre con i ragionamenti… e attaccare in busso a fiori mi sembra abbastanza oltre.

 

Intavolo quindi il mio bel 2 di fiori (attacco in super busso!). Purtroppo il mio compagno mette un misero 5 sul 4 del morto e il giocante fa presa di J. 

 

Poco male pensavo. Appena il mio prode compagno rientra, mi rigira le fiori e l’avversario comincerà a vedere i sorci verdi. Resto in attesa!

 

Fiducioso…

 

Il giocante intavola il K di picche su cui, mio malgrado, sono costretto a mettere la dama. A questo punto continua picche finendo al morto e giocandosi pure le altre franche che aveva. Per ora il dichiarante ha fatto una fiori e 5 picche.

 

Aspetto fiducioso che il topo cada nella trappola.

 

D’altronde il mio prode compagno è comunque intervenuto su 1 picche libero, qualcosa deve pur avere  in mano… 

le cuori no… le picche no… le fiori no… quindi con un ragionamento degno del miglior rasoio di Ockham, come tocca le quadri castigheremo inesorabilmente il giocante.

 

Ed eccolo che il pollo ci casca!

 

Decide di muovere J di quadri dal morto… sapevo che prima o poi un passo falso lo avrebbe commesso. Era solo questione di tempo. Il mio mette una comoda Q.

 

...Azz..., aveva AKQ a quadri… poco male.

 

Tre quadri e 2 fiori, ci possiamo accontentare di un down.

 

Qualcosa però nel mio ragionamento (o nelle carte del mio compagno) deve essere andato storto, il giocante non solo mette il K di quadri catturando la Q del mio prode compagno, ma torna di A e rigioca piccola quadri per il T ormai franco del morto.

 

Una fiori, 5 picche e 3 quadri. Nove prese e contratto mantenuto. Vabbeh. Probabilmente era un contratto blindato.

 

Il dichiarante, dopo avere incassato la nona presa, generosamente ci offre le restanti 4 prese. Scoprendo le rimanenti carte. E qui inizia l’aneddoto che mi premeva raccontarvi. Intanto ecco la smazzata completa: 

Guardando le carte io e il mio prode compagno, con un’accurata e meticolosa analisi a doppio morto, ci accorgiamo che con attacco A di cuori e cuori, ci incassiamo almeno 6 cuori e 2 fiori.

 

Andiamo vicino a fare 3SA noi. 

 

Ma è proprio in questi momenti che si riconoscono i veri campioni e per questo vi riporto fedelmente la discussione costruttiva di fine mano:

 

Duccino: La mano è stata indubbiamente giocata molto bene ma mi sembra di intuire che con attacco Asso di cuori e cuori forse non avrebbe mantenuto il contratto. Tu cosa ne pensi?

 

Claudino: Mi rammarica constatare che la tua puntuale constatazione sia assolutamente aderente al vero. Sono mortificato perché, dopo cotanta licita, le mie deduzione logico-bridgistiche avevano guidato l’attacco sul mio palo onorato delle fiori.

 

D: Devo riconoscere comprensibilmente che le tue deduzioni non erano affatto prive di fondamento logico-bridgistico e probabilmente, anche io con le tue carte avrei fatto lo stesso medesimo attacco.

 

C: Sicuramente tu, ligio alla licita del compagno, avresti intavolato l’asso di cuori e ne saremmo usciti meglio.

 

D: No, no… come hai notato anche tu, il dichiarante (un giocatore di primo ordine) ha implicitamente mostrato il suo triplo fermo a cuori. Quindi mi sarei fatto simpaticamente gabbare anche io da questo inguaribile burlone di Sud.

 

C: Grazie della comprensione. Pensavo ti saresti arrabbiato un pochino.

 

D: Ma scherzi? Io ho la massima fiducia nei ragionamenti (che, come detto pocanzi, avrei fatto anche io medesimo) del compagno. Ora affrontiamo serenamente la prossima mano come se questo piccolo, quanto appena fastidioso, incidente non sia mai accaduto.

 

C: Grazie prode compagno. Sono in momenti come questi che mi sento orgoglioso di giocare con te. Guardiamo al futuro con lo stesso roseo ottimismo di qualche mano fa. Coraggio, in fondo tutti posso sbagliare no.

 

D: Giustissimo. Io per primo.

 

Mi premeva molto raccontare questa mano.

 

Come i più lungimiranti di voi avranno già presagito da qualche riga, se sono qui ancora vivo a raccontarla, se sono tornato in macchina a casa con il mio prode compagno e non a piedi o in autostop è perché in realtà questo episodio non è capitato a noi ma a una coppia ben più forte e collaudata.

 

Ai campioni indiscussi di questo campionato: Lo Presti-Mazzadi.

 

E mi ha fatto piacere raccontare questo episodio per due motivi.

 

Il primo è capire che incidenti di un certo spessore possono capitare a tutti i livelli.

 

Loro sono due giocatori di una simpatia e di una bravura davvero fuori dal comune.

 

Il secondo è perché, anche dopo uno scivolone di questo tipo, non hanno accennato alla minima polemica al tavolo (erano ancora a metà classifica quando è capitata questa mano) né discussione o scazzo dopo.

 

Hanno ripreso a giocare, sempre sorridenti,  come sanno e hanno portato a termine un’incredibile rimonta che li ha condotti fino al primo posto.

 

Bravi davvero.

Un bell’esempio per tutti.